Mentre il governo metropolitano di Tokyo incoraggia modelli di lavoro più flessibili, compresa la settimana di quattro giorni, la premier giapponese Sanae Takaichi continua a sostenere un approccio opposto. In un messaggio pubblicato sui social ha raccontato di essere riuscita a dormire cinque ore consecutive durante una festività nazionale, spiegando che da quando è entrata in carica riposa normalmente tra zero e tre ore per notte.

La leader ha descritto giornate dedicate quasi esclusivamente agli impegni istituzionali, aggiungendo di aver sfruttato il giorno libero anche per recuperare alcune faccende domestiche prima di tornare al lavoro.

Le dichiarazioni hanno riacceso il dibattito nel Paese. Takaichi era già stata criticata in passato per aver convocato collaboratori nel cuore della notte e per aver affermato di voler mettere da parte, almeno personalmente, il concetto di equilibrio tra vita privata e professionale.

Diversi esponenti politici hanno espresso dubbi sui rischi legati alla carenza cronica di sonno, sottolineando che un riposo insufficiente può compromettere lucidità e capacità decisionale, soprattutto per chi ricopre incarichi di grande responsabilità.

La vicenda assume un significato particolare perché il Giappone sta cercando da anni di contrastare la cultura dell’eccesso di lavoro. Tokyo ha introdotto la settimana lavorativa di quattro giorni per alcuni dipendenti pubblici con l’obiettivo di favorire il benessere, ridurre il burnout e sostenere la conciliazione tra lavoro e vita familiare. Anche diverse ricerche indicano che le nuove generazioni attribuiscono sempre più importanza all’equilibrio tra carriera e tempo libero, mentre esperimenti condotti nel Paese hanno mostrato come una settimana lavorativa più corta possa tradursi anche in un aumento della produttività.

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